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Dallo sportello delle scommesse…alla sabbia delle piste…ai prati verdi dell’allevamento..” Una storia ippica, la mia”

Dallo sportello delle scommesse…alla sabbia delle piste…ai prati verdi dell’allevamento..” Una storia ippica, la mia”

DALLO SPORTELLO DELLE SCOMMESSE…ALLA SABBIA DELLE PISTE…AI PRATI VERDI DELL’ALLEVAMENTO…. “una storia ippica, la mia” .
……Dovrei cominciare la mia storia ippica con la frase …in quel tempo..come nel Vangelo, tanto ormai è antica.
Nel lontano 1965,in una serata di luglio, un mio fraterno amico mi porta a finirla a S.Siro, 8/va corsa. Scende improviso un nubifragio tremendo e mi dice , giochiamo l’1, terreno pesante va in testa e vince. Detto e fatto, Scudo d’Oro n.1 vince .
Come tutti i principianti credo di aver scoperto l’America e da lì per vent’anni contribuisco ad ingrassare le casse dei book di San Siro e delle varie sale corse di Milano.
Nel 1985 la svolta. Una mia amica mi presenta Fulvio Bellucci a Firenze che mi appioppa un simpaticissimo ronzino di nome Dollarino, che non si piazza neanche a spinta.
Però da li, salto la barricata, vengo preso dalla bellezza di partecipare.
Basta book, e le sale solo per vedere in corsa i miei colori quando non sono all’ippodromo.
Per un po resto legato a Bellucci con Bergese, Antergan, Eulva Mo comprata nelle vacanze a Follonica dal cavalier Bosco, tutti onesti guerrieri delle piste che ogni tanto mettono il naso davanti a tutti e mi fanno galleggiare nell’aria dall’emozione e con me tutta la famiglia che ha preso la mia febbre.
Nell’88 seconda grande svolta. Smette di correre Eulva Mo, modesta cavallina e di modestissima genealogia, ma io, allora, poco so di genealogia.
Per me conta poco. Mi dicevo, anche i nobili si sposano tra di loro con genealogie vecchie di secoli e sono stronzi più di noi.
Non ci capisco niente e comincio a farmi consigliare dall’amico Biffi a cui affido la fattrice.
Nel frattempo vedo una inserzione di Mauri su Dati Statistici che in Svezia vendono una fattrice di nome Minted gravida di Tibur . La cifra è enorme per le abitudini mie di comprare i cavalli e anche per la consuetudine italiana del valore da dare alle fattrici.
Comunque seguo l’impulso e la prendo.
Al primo colpo da allevatore, subito una grande cavalla classica : ORLANA KING ..Mi butto nel sogno.
Mi immergo nello studio di genealogie, mi faccio mandare libri da tutto il mondo del trotto che conta.
Affitto e poi compro 20 ettari di prati stabili e antichi ad Agnadello vicino a Crema. Prendo dall’allevamento Tabina un buon caporazza, Alain Granelli.
Mi capita di soffiare per 60mila lire ( 17.560.000 contro 17.500.000) al grande Ginetto Villa a reclamare, Ivy Park altra grande caporazza dei King.
Ginetto, fondatore dei Park, mi prende in simpatia e mi insegna tutto quello che sa sugli stalloni e mi convince a mandare le fattrici all’estero. Mi indica i migliori professionisti, dal veterinario, al maniscalco , all’alimentarista e io comincio a sfornare corridori di tutto rispetto.
Santiago King, che già era stato top price all’asta Anact, vince a Palermo il Mediterrraneo, dopo essere stato quarto al Derby…
e li succede un’altro botto.
Mi viene in mente di andare a ricomprarmi una puledra che avevo venduto, Tornerai King e chiedo al mio amico e socio in affari Montipò se ci stà.
Lui, vecchio marpione, dice che siccome è femmina gli va bene.
Da li altra epopea della madonna, ma che io non considero la mia migliore.
Montipò plana sull’ippica come un ciclone. Facciamo la BLUE SKY con altri amici e soci e compriamo Trustworty, vincitore del Mangelli… e.. tutto il meglio che trotta.
Vado in America , giro le grandi farms , i centri allenamento e i mitici ippodromi, con Angelo Cardin e Lorenzo Baldi e mi faccio una immersione nel grande trotto americano che conta.
Pendo dalle labbra dei grandi trainer Usa, Chuck Sylvester, Ron Gurfein, Howard Beissinger , Stanley Dancer, Osvaldo Formia.
Immagazzino idee e esperienze.
Poi mi arriva l’imput di Fulvio che vuole Lindy Lane a tutti costi.
Mi reco in visita dal vecchio patriarca degli Antonacci a Miami Beach, in una megavilla da sogno in riva all’oceano.
Gli porto dischi e cassette di Bocelli e pure la scultura d’argento di un cavallino al sulky con la scritta Lindy Lane. Il boss tratterebbe ma il figlio non ne vuol sapere e non lo mollano.
Ci rifilano invece Big Victory e Capital Idea. Però porto a casa dagli Allen, Cr Track Master e dal Canada il grande Triple T Storm.
In Italia si prende Tome de Sousa e decine di altri cavalli.
Si vince da per tutto, batteria dell’Elitlopp, Coopenagen Cup, Locatelli, Etruria, Città di Napoli, Unire, Duomo, Regione Sicilia.
Ma Montipò non si ferma e non ascolta nessuno e io non ci sto più.
Esco dalla società con le ossa rotte, perchè mi riporto via i miei cavalli al prezzo di quanto erano costati, ma sono tutti rotti pure loro e riparto.
Grande industriale, grande manager Montipò, ma quando prende lui in mano la cosa , agli altri non resta che lo “yes man” e io purtroppo o per fortuna non sono nato per fare il principe consorte.
Riparto, dicevo , ed era il 1997.
L’anno delle mie grandi battaglie , tutte perdute, contro Fabbri, che considero uno dei principali responsabili dei guai dell’ippica ed in specie degli allevatori.
Fabbri inaugurò i finanziamenti a pioggia con contributo a cavalla gravida che contribuì fare allevare puledri a cani e porci anche negli orti di casa.
Distrusse la meritocrazia e aumentò a dismisura il numero dei nati.
Nel frattempo avevo comprato Signora Jet che oltre che ottima cavalla da corsa sarebbe diventata una grandissima fattrice.
Giro Francia,Usa, Svezia e porto a casa buone fattrici e qualche bidone e potete star certi che i bidoni sono quelli che sono costati di più, nonostante non compro mai niente che non sia stato esaminato dai migliori professionisti.
Ma, come dice il mio amico Riccardo Magrini, grande ciclista del passato e ora mitico cronista di EuroSport, “di donne, corridori e cavalli non ci ha mai capito niente nessuno”.
Lui lo dice in toscano, che rende molto di più.
A questo proposito mi sono stati riffiuttati dalle aste fior di cavalli poi diventati campioni o quasi: Uras King 1.14–Vallese King 1.14– Elinor King 1.13– Fiumara King 1.12 vincitrice del Nazionale e del Marche– Moresca King 1.14–cose da matti.
Dal 2000 al 2005 sono stati anni pieni d’emozione e di grandi vittorie per l’allevamento : con Delores King , Fiumara King, svenduta a 5000 euro per la delusione che era stata scartata dalle aste Its addirittura dal mitico Beissinger, lo scopritore di Speedy Crown.
Lì ho pensato che di cavalli non capivo niente…e invece era lui che ormai era rimbambito.
Signora Jet mi da anche Eldora King, cavalla di immenso coraggio che vincerà il Triossi filly e le verrà rubato il Città di Cesena.

163 cavalli ho allevato, cavalli che hanno vinto al palo 5milioni e 240milaeuro (fonte Anact).
La mia signora, da buona contadina veneta si domanda e mi domanda “ma dove xei finii tutti chi schei”” …
Infatti l’allevamento è agricoltura e l’azienda agricola i conti in ordine li tiene, ma è la Scuderia da corsa che se li mangia…se non avessi avuto una fior di azienda…sarebbe stata ben dura…tutto questo a testimoniare che l’Ippica è passione e che chi ci si mette pensando che…sia il cavallo a mantenere il padrone , fa una cilecca pazzesca.
Ma, cari amici, l’età avanza inesorabilmente.
Emozioni, arrabbiature, sogni, gioie immense e delusioni anche cocenti alla fine sono logoranti e infatti un po di anni fa mi coglie un infarto dal quale peraltro mi sono brillantemente ripreso e senza alcuna conseguenza.
Ma ne ho colto l’avviso e pian piano ho rallentato.

E ho vissuto pure il più grande dolore che un padre debba sopportare.
Il mio adorato figlio, Mauro, è volato lassù , nelle piste del cielo.
Una malattia che non perdona l’ha strappato al nostro affetto e all’affetto di tanti amici .
In pochi anni di brillante carriera come gentleman ha conseguito una cinquantina di vittorie quasi tutte con cavalli di proprietà che l’ha portato ad essere nel 1997 miglior giovane nazionale.
Nel mondo del trotto ha lasciato un ricordo indelebile sia per la sua abilità in corsa sia per l’onestà e la sua fama di incorruttibile e di uomo senza compromessi.
Ancora il nostro mondo lo ricorda con Memorial al quale aderiscono i migliori gentleman d’Italia.

Gli anni ormai sono tanti. Ho venduto la mia tenuta di Agnadello e i miei ultimi prodotti sono nati a Pontoglio dall’amica Ingrid “Bigi” che alleva bene, anzi molto bene.
All’Ippica ho dato tanto e tanto ho pure ricevuto. Ma quanta fatica, quanto lavoro, quanta passione.
La mia ippica , la grande ippica non c’è più .
Si sta spegnendo come si sono spente le luci di San Siro Trotto.
Ma non mi sono arreso e non mi arrendo.
Mi sono riciclato cronista, informatore, opinionista.
Scrivo sui social ippici tutto quello che succede nell’ippica dei nostri giorni.
Posto notizie, storie , foto, video.
Porto l’opinione di tutti senza scegliere quello che mi piace o non mi piace.
Porto giornalmente vittorie e piazzamenti dei cavalli nati e allevati in Italia e che corrono all’estero.
Cerco di tener viva agli ippici ormai affranti la passione che non vuole spegnersi.

” sono un sognatore che ha creduto” scrissi dietro la copertina di un vecchio libro che ho ritrovato in questi giorni .. era il 19 ottobre del 1991, Orlana King aveva appena vinto il Criterium di Vinovo, la prima delle 17 classiche vinte dai miei cavalli..

Le criniere dei King e gli uomini dei King qualche pagina di storia ippica l’hanno scritta.
Questa è la mia di storia. Tutto non dico, per il bene mio e di altri. Ma il nocciolo è questo.
Roberto Mazzucato, in arte King .

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