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Carlo Zuccoli, “COSI’ DOVREBBE ESSERE e COSI’ E’ “

Carlo Zuccoli, “COSI’ DOVREBBE ESSERE e COSI’ E’ “

Da www.nelrossodelluovo.com, (11/06/2019 – 12:07)
COSI’ DOVREBBE ESSERE e COSì E’ ….
…..Molti lettori si domanderanno, tra le tante cose, perché io insisto con la “pratica terreni”, come farò anche Martedì 18 Giugno 2019, giornata di apertura del Royal Ascot 2019.
Mi spiego in breve….Chi analizza una corsa, sia esso un’analista che lavora per un bookmaker, sia esso un investitore sui mercati delle corse dei cavalli (parlo di corse di cavalli vere), la prima cosa della quale s’interessa è lo stato del terreno e vuole sapere tutto: il Racing Post è molto accurato nella descrizione dei terreni (io copio e incollo da quel giornale), ma ci sono dei siti che descrivono lo stato delle varie piste, non dico metro per metro, ma furlong per fulrong.
Gli allenatori più scrupolosi (Aidan O’Brien in testa a tutti) e gli investitori più scrupolosi, prima delle corse, percorrono le varie piste a piedi, con o senza lo speciale stick, bastone, per trovare le strisce migliori, quelle strisce che furono rilevate, cinquant’anni fa, a S. Siro, da Fulvio Adami, il precursore di tutti i professionisti seri del settore.
Una volta rilevato lo stato del terreno, occorre osservare tutti i cavalli, con la massima attenzione, prendendo le note (che si possono sempre rileggere, anche a distanza di mesi o di anni), sia nel pre – parade ring, sia nel parade ring sia al canter di partenza sia dietro le gabbie di partenza.
Le performances dei vari cavalli e le loro genealogie fanno parte del bagaglio di conoscenze dei professionisti e non devono essere ripassate all’ultimo minuto.
Completate quelle operazioni potranno essere prese le decisioni migliori.
Direte voi, ma allora l’ante – post betting cosa ci sta a fare?
È un mercato per super – specialisti e per “belanda”, ma serve, e molto, anzi moltissimo, ai bookmakers per commettere meno errori possibili il giorno della corsa che è stata oggetto dell’ante – post betting.
L’apertura di quei mercati non avviene lo stesso giorno per tutti i bookmakers e ognuno di loro ha un’opinione diversa e le quote offerte sono diverse tra loro
Il “durante” dura mesi e tanti aggiustamenti sono fatti.
Quando si aprirà il mercato, chiamiamolo live, a partenti dichiarati, ogni bookmaker esporrà le quote che rifletteranno quanto avvenuto nell’ante – post market: ecco perché le differenze tra le varie quote, molto spesso, sono piuttosto rilevanti.
Nessuno copia l’altro e ognuno si occupa della propria lavagna, non di quella del vicino: i movimenti di quote ci sono, anzi ci devono essere, a seconda di dove va il denaro degli investitori semplici, di dove va il cosiddetto “clever money”, il denaro dei bene informati, a vario titolo, e il denaro degli High Rollers che, per vedere la propria domanda soddisfatta devono seguire delle regole: i. e £ 5.000 alla quota del momento e £ 5.000 allo Starting Price (non per l’ante – post dove tout va, naturalmente).
A quel punto, sempre in base al proprio libro, quel bookmaker deciderà se fare hedging, mandando denaro sul campo di corse, piazzandolo presso i bookmakers locali, o riversare le varie somme su Betdaq, negli ultimi minuti di contrattazioni, per aggiustare lo Starting Price, o se astenersi da quella operazione, tenendosi tutta la liability, tutta la scopertura.
Naturalmente per fare ciò i traders devono essere acculturai nella materia ippica, che di più non si può, e devono essere svelti nelle loro decisioni, perché l’indecisione può causare danni irreparabili.
Le stesso cose accadono in Borsa: ecco perché i due mercati, quello delle scommesse ippiche (e non ippiche, ma soprattutto ippiche perché quei mercati sono dinamici, mentre quelli delle partite di calcio sono statici, salvo il live) sono perfettamente identici, come scrivo da anni, naturalmente inascoltato.
Se i vari lobbysti dei bookmakers nostrani capissero queste cose otterrebbero la possibilità di pubblicizzare questi mercati né più né meno di come sono pubblicizzati quelli mobiliari (azioni, valute, commodities, etc.) sui vari giornali, finanziari e non.
Mi sono sbizzarrito a raccontarvi quello che avviene tutti i giorni nel Regno Unito e anche in Irlanda e in Australia.
Purtroppo in Italia il betting è statalizzato e non c’è nulla da fare, anche perché nessuno “reagisce” a questa abnorme situazione.
I movimenti in Italia sono ridicoli, gli High Rollers sono vessati e allontanati e non sono irreggimentati in regole fair.
Tanti anni fa, la mattina delle corse al Galoppo (un po’ anche al Trotto) a S. Siro, al Bar Pedrini, a Milano, in Via Ravizza, si riuniva la crema della crema dei bookmakers e degli investitori e volavano Milioni di vecchie Lire, e tanti.
Direte voi che erano scommesse clandestine.
Non c’è dubbio, ma se il mercato delle scommesse ippiche era bloccato allora (come è bloccato ora) da regole assurde che lo Stato imponeva (e che impone), gli operatori si difendevano (oggi non si difendono perché non c’è il mercato o se c’è è ridicolo anche per volontà dei layers nostrani) come potevano e quando parlo di operatori parlo di layers e di investitori.
E a quei tempi, al pomeriggio, quando alle corse arrivava il cosiddetto “parco buoi”, i bookmakers avevano già molto fieno in cascina (una specie di ante – post betting) e si regolavano di conseguenza nel mercato ufficiale.
Capire e copiare sono lussi che gli ippici, gli operatori, i lobbysti, i facitori di leggi, i funzionari dei Ministeri non si vogliono permettere.
Ciliegina sulla torta del betting statale.
Prima dell’inizio del Giro d’Italia il figlio di un amico si è recato in un super – mercato e ha notato, all’interno, una sala corsa.
Ha guardato le quote: Carapeza 100/1.
Il ragazzo, ricordandosi che lo scorso anno Carapeza era arrivato quinto, ha investito € 30.
A fine Giro il nostro torna nella sala corse per cuccare la fresca.
Gli hanno chiesto la carta d’identità, il codice fiscale e gli hanno fatto compilare un modulo con tutte le sue coordinate bancarie.
A ieri il bonifico non era ancora arrivato, ma il punto principale non è questo.
Supponete che il nostro sia un imprenditore con un fido bancario: pensate che il Direttore sarà felice nel vedere una transazione con un bookmaker?
E pensate che alla richiesta di altro fido il Direttore della Banca lo concederà?
Tutto per l’anti – riciclaggio (robb de matt!).
Il nostro cosa ricicla se riceve da un bookmaker ufficiale della fresca a fronte di uno scontrino?
Pensate che il nostro tornerà in una sala corse?
Stay with us.
Carlo Zuccoli
P. S. Direte voi: come facciamo noi, poveri comuni mortali, seduti in poltrona a casa, a osservare i cavalli, a sapere lo stato dei terreni, etc.?
Elementare Watson: occorrerebbe una televisione ad hoc e che i layers nostrani, nei loro siti e nelle loro sale corse esponessero lo stato dei terreni come ho indicato sopra.

C. Z.

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